SPORT E TECNOLOGIE DIGITALI

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L’innovazione a favore delle piccole imprese
intervista di Paola Fusi ad Andrea Piccaluga e Andrea Paraboschi

"The role of digital innovations in shaping the evolution of sports" è stato il tema trattato alla Universiade Conference da Andrea Piccaluga, docente di Innovation Management, e da Andrea Paraboschi, dottorando in Management, entrambi della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Andrea Piccaluga è presidente di Netval, network per la valorizzazione della ricerca universitaria.

Da sinistra: Andrea Piccaluga, Andrea Paraboschi, foto Luca Valenzin, archivio Università di TrentoCome è cambiato lo sport con l’avvento delle tecnologie digitali?
L’avvento delle tecnologie digitali nello sport si traduce in innovazione: negli ultimi 50 anni non si innova più semplicemente il materiale dal punto di vista fisico, ma ci si concentra sull’innovazione "dell’equipment", cioè degli attrezzi sportivi, sia da un punto di vista fisico che di performance legate all’elettronica. L’elettronica entra nel mondo degli sport in modo differenziato: in funzione delle discipline, infatti, abbiamo sport che adottano maggiormente tecnologie digitali, altri che non le adottano affatto, altri ancora che le adottano solo parzialmente in alcune fasi, come l’allenamento.

In che modo l’innovazione digitale fa evolvere lo sport?
L’innovazione digitale consente tre cose: raccogliere molti più dati rispetto al passato, analizzare meglio i dati che vengono raccolti e restituire le elaborazioni compiute. L’enorme quantità di dati che viene raccolta, ed ancor più quella che verrà raccolta in futuro grazie ad un’applicazione sempre più consistente di sensori, cambia e cambierà il modo di ragionare sullo sport e di impostare gli allenamenti. È quindi un nuovo paradigma, un approccio più scientifico. Si parla anche di sistemi open-data e big-data che aprono scenari nuovi in cui ad esempio gli utilizzatori amatoriali potranno registrare le loro performance e i loro allenamenti e metterli in rete; così sarà a disposizione degli allenatori un’elevata quantità di dati qualificati per ragionare sulle tecnicalità dello sport.

Quali sono gli attori coinvolti in questo processo di innovazione dello sport?
Il costo di acquisizione delle informazioni sta scendendo in modo marcato. Di conseguenza, non solo le grandi società che fanno articoli sportivi o i centri di ricerca delle università maggiori possono permettersi di fare analisi di questo tipo, ma anche piccoli centri di ricerca, spin off, start up universitarie e studenti possono iniziare ad approcciare il discorso sulle tecnologie digitali nello sport. E questo è un grosso cambiamento rispetto al passato e una possibilità anche per le piccole imprese.

Quale può essere il ruolo dell’università in questo processo di innovazione?
Un primo nucleo di soggetti interessati è quello dei ricercatori, che già stanno facendo ricerca su questi argomenti o che possono avere l’ispirazione e l’intuizione di applicare alcuni dei loro risultati di ricerca all’ambito dello sport. Possono trasferire le loro invenzioni alle aziende del settore dello sport, oppure possono essi stessi creare nuove imprese. Un altro fronte, un po’ più allargato ma sempre molto interessante, è quello degli studenti: ragazzi appassionati di sport che giocano con lo sport e che con le loro idee possono entrare in questa filiera di innovazione. Sul fronte dell’innovazione esiste una forte collaborazione tra Università di Trento e Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa: da alcuni anni infatti è attiva una laurea magistrale congiunta in Innovazione e Management, che consente agli studenti di fare il primo anno a Trento e il secondo anno a Pisa. Nell’ambito di questa laurea stiamo proprio ora ragionando per inserire una parte sull’innovazione dello sport.

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